Pensare al Chianti significa pensare al Sangiovese, il vitigno che definisce l’identità del grande vino toscano. Eppure, la nota d’eleganza e il tocco morbido che molti apprezzano anche nel nostro Chianti Montalbano sono dati dalla piccola percentuale di Canaiolo nero presente nel blend.

Come il Sangiovese, il Canaiolo nero è un vitigno autoctono della terra del Chianti e, secondo alcuni studiosi, era già noto ai tempi dei romani. Le prime notizie documentate sono però del 1300: nel suo “Trattato dell’Agricoltura” l’autore Pier de Crescenzi lo descrive come “bellissima uva e da serbare”. Sull’origine del nome la discussione è ancora aperta: secondo alcuni deriva dal latino dies caniculares, che indica il periodo più caldo di agosto durante il quale i grappoli cambiano nome, mentre altri ipotizzano sia ispirato alla rosa canina di cui ricorda il sapore amarognolo.

Il vino che si ottiene dal Canaiolo nero è di color rosso rubino carico. Al naso si apprezzano le eleganti note floreali, mentre all’assaggio si presenta aromatico ma al contempo morbido e vellutato.